L'appartamento in eredità

Ovvero

Un racconto istruttivo sul passaggio al software libero

- Un racconto di Stefano Salvi -

25 Aprile 2016


Il racconto

Poco più di tre anni fa ho ereditato un appartamento.
Questo appartamento è abbastanza centrale ed ha giusto le dimensioni che mi servono.

Dato che all'epoca vivevo in affitto, ho pensato immediatamente al risparmio che avrei avuto. 450 Euro in più al mese sono una bella cifra ed ho cominciato ad impegnarli nella mia mente.

Sicuramente vivere in appartamento mio mi avrebbe consentito un bel risparmio.

Inoltre non sarei stato più infastidito dalla tapparella che non si chiude bene e che mi sveglia tutte le mattine di sole con una lama di luce che mi colpisce gli occhi. è da tempo che chiedo al padrone di casa di sistemarla, ma fa orecchie da mercante.

A quel punto ho cominciato a programmare il trasloco.
Ho cominciato a misurare i mobili di casa ed a pensare dove sistemarli nel nuovo appartamento. Mi sono presto reso conto che la cucina andava sostituita.
Il nuovo appartamento è un po' più grande di quello in cui abitavo e quindi ho cominciato a pensare a che mobili ulteriori dover comprare.

Ho fatto un po' di conti ed ho preventivato circa 15.000 Euro di spesa per la nuova cucina ed i mobili mancanti.

Poi ho pensato a come effettuare il trasloco, e mi sono accorto che senza l'aiuto di un'impresa non sarei riuscito a portarlo a termine. Ho cominciato a cercare imprese di traslochi ed ho trovato la più economica, che mi avrebbe fatto il trasloco per 2500 Euro.

Investendo il mio affitto in quest'operazione, mi sarebbero occorsi un po' più di tre anni per ripagare le spese con l'affitto risparmiato. Tutto sommato però cosa sono tre anni in confronto ad una vita di affitti risparmiati, senza nemmeno il rischio di uno sfratto, se il padrone di casa avesse deciso di reclamare l'appartamento per il figlio.

Avrei anche potuto installare l'aria condizionata, che il propietario di casa mi ha sempre rifiutato.

All'avvicinarsi della data del trasloco ho cominciato a pensare che non avrei più fatto colazione con le eccezionali paste del bar sotto casa. Mi sono anche reso conto che non avrei più potuto andare a piedi al mio solito ferramenta dove di solito compro il materiale per il mio hobby.

In quel momento ho cominciato a nutirire qualche dubbio sull'opportunità della scelta fatta. Siccome però ormai metà delle spese le avevo sostenute ed avevo preso impegni per le altre, decisi di continuare.

Il periodo del trasloco fu estremamente duro: si sa che un trasloco è tra le prime cause di stress.

Per un buon mese mi sono trovato la casa invasa da scatoloni, che via via svuotavo, ed ogni volta che mi serviva qualcosa dovevo cercarla in cento posti.

Ho fatto anche un po' di fatica ad abituarmi alla disposizione delle stanze e dei mobili.

Pian piano però gli scatoloni sono finiti ed ho cominciato ad affezionarmi al colore delle nuove stanze, alla luce della finestra del soggiorno, al piccolo balcone sul quale posso coltivare qualche pianta aromatica.

Mi sono poi accorto che giusto di fronte a casa mia c'è un fantastico bar che tutte le sere, verso l'ora per cui ritorno da casa, allestisce una ricchissima happy hour.

All'inizio ho continuato a frequentare il vecchio ferramenta, prendendo l'auto per andare ad acquistare il materiale che serviva, ma poi mi sono accorto che giusto dietro l'isolato di casa mia c'è un immenso magazzino che vende ogni tipo di materiale e di strumento per il fai-da-te ed organizza anche periodicamente dei corsi sulle tecniche relative al mio hobby.

Nel mio vecchio appartamento, in breve è entrato un nuovo inquilino. L'appartamento è bello ed in quella zona c'è parecchia richiesta. L'anno scorso però il figlio del proprietario si è sposato ed il nuovo inquilino ha ricevuto lo sfratto.

So che fra un po' dovrò sostenere delle piccole spese: dovrò ripristinare il tendone sul balcone che comincia a scolorire, dovrò sostituire una finestra che farica a chiudersi, ma rispetto all'affitto che pagavo, queste spese sono nulla.

Oggi, che ho finito di pagare le spese per il trasloco e mi sno ben ambientato nel nuovo appartamento e nel nuovo quartiere, non ho più alcun dubbio che il cambio sia valso la pena. Risparmio, sono più comodo ed ho una maggiore sicurezza.

La realtÓ

Questa sitazione è molto simile al passare da software proprietario a software Open Source.

Il motivo che mi ha allettato (se non mi preoccupo dei risvolti morali e cultrali della faccenda) è la gratuità del software.

Ovviamente l'essere libero dal pagamento di licenze, aggiornamenti e canoni di assistenza alletta parecchio. Anche il fatto di poter allestire a costo zero tutti i PC che voglio.

Naturalmente se devo cambiar sistema devo spendere tempo e risorse in aggiornamento.
Non posso trtascurarlo.

Dovrò poi modificare di un po' le mie abitudini. Ogni programma ha la sua interfaccia e passare dall'una all'altra comporta una bella quantità di tempo ed impegno per tornare ad essere produttivo come prima. Lo sanno bene quelli che sono passati dalla versine a menù alla versione con il ribbon delle applicazioni Microsoft.

Probabilmente la nuova interfaccia consentirà di fare più rapidamente alcune operazioni, e più lentamente altre.

Una cosa che non ci deve sviare è al quantità di cose che un software POTREBBE fare. A noi serve che faccia rapidamente e bene quello che ABBIAMO BISOGNO di fare. Se poi un software fa anche mille altre cose che non ci servono minimamente, per quanto "cool" esse siano, se le inseriamo nella nostra scelta facciamo una scelta "emozionale" e non "razionale".

Un sicuro vantaggio con il software libero è che, se un menù ha un titolo sbagliato o fuorviante, la documentazione è insufficiente in alcune aree o ci servono delle piccole modifiche nelle funzionalità, possiamo o farlo noi (se ne abbiamo le competenze) o richiederle ad un esperto, che sicuramente dovremo pagare, ma probabilmente ce lo ripagheremo rapidamente con i canoni e licenze risparmiati.
Dobbiamo solo ricordarci di condividere queste migliorie, in quanto questo è il nostro modo di ripagare il software che stiamo usando gratuitamente.

Per finire, un software Open Source è usabile per qualunque scopo e fino a quando ne abbiamo bisogno.
Non corriamo il rischio che ci vengano chiesti altri soldi per fare una particolare operazione o usare il software per altri scopi (ad esempio i software "gratuiti per uso personale", ma molto cari da usare in un contesto lavorativo).

Inoltre non siamo soggetti alle politiche commerciali del produttore che, per costringerci a spendere altri soldi, dismette una versione di un prodotto o addirittura di un'intera linea costringendoci a convertire o addirittura perdere i documenti che abbiamo scritto (il NOSTRO lavoro).

Ormai da anni utilizzo software Open Source e sinceramente non sento minimamente la mancanza del software proprietario che prima utilizzavo.